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VALSASSINA CULTURA
17 Maggio 2013
a cura di: Angelo Sala

Il carattere premanese si è espresso sicuramente, nei suoi toni più alti, nella personalità di Antonio Bellati e, nel giorno della sua sepoltura (17 maggio 2013) mi viene spontaneo ricordarlo così: è stato un grande uomo che ha donato il tanto che possedeva alla sua gente.
Ugo Foscolo esortava gli italiani «alle storie», perché potessero trovare, nei nobili esempi di eminenti figure del passato, l’orgogliosa consapevolezza di appartenere a una stirpe protagonista della civiltà, e potesse quindi in loro germogliare una nuova coscienza nazionale che li guidasse anche politicamente nel risveglio operoso. Nello stesso spirito Antonio Bellati ha sempre esortato i giovani a coltivare l’amore alla casa, alla famiglia, al lavoro: le virtù di una stirpe forte e gentile i cui esponenti sono proprio gli imprenditori premanesi.
Molto deve Premano – e con il paese l’intera Valsassina – a Antonio Bellati. È naturale perciò, più che doveroso, che noi lo ricordiamo, e che ci adoperiamo affinché i giovani lo conoscano, sappiano di lui e delle sue opere, e in esempi come il suo riconoscano quei valori che debbono essere conservati e tramandati come nostro prezioso patrimonio di civiltà.
È anche per questo che voglio proporre il presente ricordo, nell’affetto, e nell’attesa di porre mano al sacrosanto progetto di pubblicare su questo sito una raccolta critico-sistematica degli scritti di Antonio Bellati.
Dover selezionare fra la mole ingente degli scritti lasciati da Antonio Bellati sarà impresa non facile: qualunque criterio si seguirà, la scelta approderà a un risultato comunque frammentario, col pericolo di dare un’immagine falsata del personaggio. Anche perché una sua caratteristica fondamentale è quella della poliedricità dei suoi interessi, e quindi della sua produzione, da quella professionale a quella politica a quella storico letteraria e persino poetica.
Per documentare la grande versatilità di Antonio Bellati bisognerà fare riferimento ai suoi tantissimi interventi sul periodico «Il corno», alle sue tantissime testimonianze di impegno civile, come la descrizione della Valsassina martoriata nel secondo conflitto mondiale, fino agli sfoghi sentimentali, ispirati dai costumi e dalle tradizioni popolari ma anche da un’immagine naturale o da un’immagine sacra. Non sarà invece difficile rispondere ad un’altra esigenza, non meno importante, visto che tutte le sue pagine sono significativi esempi delle qualità morali dell’uomo, così che ne emerge il suo veritiero ritratto.
Chi legge qualunque scritto di Antonio Bellati non può non cogliere l’inesauribile passione ed entusiasmo che lo ha distinto in ogni iniziativa, ed insieme la tenacia animata da una profonda fede nella bontà degli scopi perseguiti. Ancora, si impone evidente la competenza, il rigore con cui le sue posizioni si sviluppano con lucida coerenza, la serietà con cui attende anche alle cure che potrebbero sembrare più umili.
Poiché i giovani hanno bisogno di certezze spirituali, ai nostri giovani della Valsassina noi indichiamo perciò, senza retorica, ma con legittimo orgoglio, la figura di Antonio Bellati come esempio forte e genuino. Ha avuto una vita ricca di impegno civile, culturale e professionale; ha profuso le sue risorse intellettuali e morali a favore della sua famiglia e soprattutto a favore della più grande famiglia della sua gente.
Perciò adesso che non c’è più ci sentiamo privati di una persona cara, assumendo al tempo stesso l’impegno a che la testimonianza da lui ricevuta non vada dispersa.