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VALSASSINA CULTURA
Chiesette mariane a Tremenico

Madonna del Consolino Raggiungi Vestreno, pieghi in Val Varrone, passi a Sueglio e dopo Introzzo prendi a salire per superare la paurosa “Caurga”, un orrido burrone sul torrente. Al culmine del dosso, su un ripiano verde, sorge la chiesetta della Madonna del Consolino, graziosissima, pure luogo di riparo. Quei di Tremenico la considerano un loro piccolo santuario e l’hanno tappezzata di ex voto. Ogni anno vi officiano e vi si recano per scampagnate.

Madonna della Beresina Scendi di là per passare il Varone, ma prima di superare l’abitato di Tremenico incontri altri due gesuoli e mette la pena di raccontarne l’origine. Uno è detto “della Beresina”. Quando Napoleone arruolò soldati per la Grande Armata, furono estratti a sorte dei giovani del villaggio: avevano soldi e pagarono dei compaesani perché li sostituissero. Questi perirono in Russia al passaggio del fiume Beresina. La comunità pretese che coloro i quali per denaro si erano salvati costruissero a loro spese un gesuolo in suffragio degli scomparsi.

Madonna della Cintura L’altra chiesetta, poco lontana, è dedicata alla Madonna della Cintura. Nel luogo in cui sorge, durante la prima guerra moniale un gruppetto di bambini stava giocando sotto lo sguardo delle madri che lavoravano di cucito: erano donne trentine, mogli di boscaioli che, in alto, tagliavano faggi per conto dell’esercito. Alcuni ragazzi si nascondevano nei vuoti di una gran catasta di legna quando questa crollò. Si corse al salvataggio, certi però di una grave disgrazia. I piccoli, protetti da alcuni tronchi, furono invece trovati incolumi. I Trentini prima di lasciare la valle costruirono un gesuolo alla Madonna della Cintura, che era venerata nel loro paese.

(Pietro Pensa, da L’Adda, il nostro fiume, volume terzo, Religiosità, tradizioni e folclore nel ritmo delle stagioni).