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VALSASSINA CULTURA
La "Madonnina" della Muggiasca

Esiste in Vendrogno un secentesco Santuarietto (si veda la relativa scheda) chiamato confidenzialmente «La Madonnina», che è dedicato alla Beata Vergine di Loreto: isolato su uno sperone sporgente sopra la valle, detto «lo Zucco», lo si nota subito all’entrar del paese per la gugli sottilissima che corona l’alto campanile. «La Madonnina» è il titolo di un volumetto testimonianza che don Camillo Giordani, salesiano, allora parroco di San Lorenzo in Muggiasca («povero curato di montagna», si definisce nella presentazione), volle offrire con affetto e simpatia alla sua gente nella festa della Madonna della Neve, 5 agosto del 1981, a 350 anni dalla posa della prima pietra del sacro edificio. Nel citato volumetto la parte storica è stata affidata all’ing. Pietro Pensa, alla sapienza del quale m’affido, cominciando dalla sua conclusione. Scrive infatti: «Una storia semplice, quella del Santuario di Vendrogno; non un’espressione divina con sfolgorante miracolo, ma la testimonianza della fede e della religiosità di una rude e semplice gente montanara che vuol parlare direttamente alla sua protettrice: forse per questo ancor più commovente!».
Un tempo Vendrogno era luogo di passaggio sull’itinerario fra l’alta Valsassina e la Riviera di Bellano. Annota il Pensa: «La gente della Muggiasca ricordava, per tradizione, che sullo Zucco dove ora sorge il Santuario vi era una cappelletta dedicata alla Madonna. E’ quindi da pensarsi che quel luogo, posto pressoché a metà strada tra Piazzo di Casargo e Bellano, fosse un punto di sosta, sia nell’andata sia nel ritorno, di chi dall’alta Val Casargo e da Premana scendeva al mercato di Bellano. Si pregava la Madonna di proteggere il viandante, si ricorreva a Lei anche per essere salvati dai morbi che tanto sovente nel passato si abbattevano sulle popolazioni. Nel 1576 si verificò una grave epidemia, conosciuta come peste di San Carlo. Sulla Muggiasca numerosi furono i colpiti e la mortalità mietè molte vittime. I resti dei morti furono seppelliti proprio sullo Zucco, probabilmente accanto al ricordato gesuolo. Nel 1630, dilagò di nuovo la peste, portata dai Lanzichenecchi. Il panico in Muggiasca fu tremendo. Il contagio dalla riva aveva già raggiunto Pradello. Mentre si vietava alla gente dei vicini paesi di entrare nel territorio della Muggiasca, per evitare la diffusione del morbo, si pensò di chiedere il favore della Vergine, facendo voto di costruire, proprio sullo Zucco, una chiesa dedicata al suo culto, nel suo aspetto di Madonna di Loreto. Era allora parroco della Muggiasca don Giovanni Maria Andreani, nato a Corenno, mentre prevosto della Pieve era don Ambrogio Sartirana. La chiesa parrocchiale era quella dedicata a San Lorenzo: le funzioni invernali venivano celebrate nella chiesa di Sant’Antonio, di più comodo accesso». Va ricordato, per inciso, che fin dal 1567 sulla facciata di quest’ultima chiesetta è affrescata la Madonna di Loreto, segno quindi d’una devozione per la stessa già presente nel paese.
Ma torniamo alla narrazione del Pensa: «La peste, che chiamiamo manzoniana, imperversò sulla Valsassina, soprattutto nell’estate del 1630. Nel maggio, come detto, aveva raggiunto Pradello, ma non ancora la Muggiasca. Ottenuta autorizzazione dal prevosto, il parroco benedisse nella chiesa di San Lorenzo la prima pietra del tempio votivo, che poi, trasportata processionalmente dal popolo della Muggiasca allo Zucco, venne deposta solennemente nelle fondamenta. Era il giorno 30 maggio. Il notaio Giovan Giacomo Vitali di Francesco stese il rogito della fondazione della chiesa; il prezioso atto è conservato nell’archivio parrocchiale di Vendrogno». Soggiunge il Pensa che, invece «nulla è rimasto a precisare quando il votto venne realizzato e quando il tempio fu aperto al culto e consacrato. Un dato di fatto, tuttavia, sta a testimoniare che la grazia celeste premiò il voto della gente di Muggiasca: da oltre 350 anni il 5 agosto, festa della Madonna della Neve, si glorifica la Vergine. Non si sa perché venne scelta quella ricorrenza; forse non è casuale il fatto che un altro piccolo grazioso santuario sorse pure nel 1630, per analogo voto, a Vercana, nell’Alto Lago, pure minacciato dalla peste. Sia qui che là il costante rispetto del voto è prova che le popolazioni furono salvate dal contagio. Ai due Santuari, infatti, non mancò mai dal 1630 il loro attaccamento: si vada il 5 di agosto! Abbellimenti continui delle due chiese, poi, ne sono una prova. Si narra che sempre nelle gravi emergenze la Madonnina protesse la popolazione della Muggiasca: così nel 1817 quando la petecchiale colpì la Valsassina e nel 1836, anno di grave colera. Nel 1924 si concretò la riconoscenza alla Madonna delle famiglie che avevano visto ritornare salvi i propri uomini dalla prima grande guerra mondiale nell’installazione di un concerto in sol maggiore di cinque campane in sostituzione di quello più modesto di tre precedente».
La terza campana, con l’invocazione «Beata Virgo Lauretana, ab omni hoste Tu nos defende», reca la dedica: «Il popolo della Muggiasca a Maria Vergine in riconoscenza della Vittoria che fece più grande l’Italia»; sulla quinta campana sono invece elencati «i figli caduti per la Patria» con le parole «Beati mortui qui in Domino moriuntur». Segnala, infine, il Pensa che dopo l’ultimo conflitto sopra il portale della Madonnina fu murata una lapide con questa iscrizione: «La Muggiasca salvata / dalle devastazioni militari / dal 24 al 29 VI 1944 / riconoscente a Maria Vergine / pose».
La chiesa della Madonnina di Vendrogno, a croce latina, a unica navata voltata a botte le cui decorazioni sono dell’inizio di questo secolo, conserva lesene e capitelli secenteschi con fregi e putti; secentesca è anche la trave sotto l’arco trionfale sostenente il crocifisso e finemente decorata con fregi e ghirlande. Pregevole testimonianza dell’epoca è l’altare maggiore rivestito di marmi tra cui primeggiano il nero di Varenna, il giallo di Siena e il verde di Varallo. Esternamente a chiesa rispecchia il semplice volume interno: al fianco sinistro è addossato il campanile a pianta quadrata con svettante cuspide conica.
 

Santuario "La Madonnina"