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VALSASSINA CULTURA
tradizioni: dalle tradizioni pagane alle feste cristiane

L’intensa fede religiosa delle genti tra lago e montagne ha espresso una stupenda costellazione di chiese, cappelle, immagini sacre. La maggior parte delle chiese dominano il paesaggio dalle sommità e contribuiscono alla sua fisionomia unica, alla sua tipica bellezza. L’importanza del Concilio di Trento qui più che in ogni altra regione ha inciso profondamente nella vita della gente.
Qui si è avverata la mirabile fusione tra la religiosità popolare, della gente umile, e il magistero della Chiesa universale. Residuo di antiche tradizioni pagane, riconversione delle stesse nel ciclo delle feste liturgiche cristiane... molti sono gli elementi che concorrono all’origine delle tante manifestazioni popolari, raccolte alla voce «tradizioni», conservate fino ad oggi nonostante lo spopolamento ed il radicale mutamento dei modelli economici e della struttura sociale.
Un quadro sociale è andato delineandosi con sempre maggiore chiarezza: l’impoverimento demografico delle città nell’età delle pestilenze, tra le quali emergono quelle del 1576 e del 1630, ed il contemporaneo incremento nelle valli, soprattutto dei versanti meridionali come le nostre, portano gli energici ed intraprendenti montanari ad occupare, quasi ad invadere, le città pedemontane ed oltre, con un movimento centrifugo in tutte le direzioni: verso la pianura padana e da lì sulle strade per Roma; verso la Savoia e indi a Parigi; verso Lucerna e Coira e quindi attraverso le valli del Reno e del Danubio in tutta l’Europa centrale. Il loro peregrinare è un andare e tornare dal e al luogo d’origine che ha il carattere della periodicità, che può essere del tempo breve annuale o di epoche più lunghe ed indefinite, anche senza il ritorno fisico ma sempre con il riferimento all’origine.