Dervio

Reminiscenze greche si legano al nome di Dervio, formato su Delfi. Dal borgo che si protende nel lago, sul promontorio creato dagli apporti alluvionali del Marrone, l’abitato si espande verso le prime propaggini boscose del Legnoncino. Il territorio di Dervio si annuncia, venendo da Dorio, con le merlate mura di un’antica rocca turrita posta – uso parole di Giuseppe Arrigoni da Notizie storiche della Valsassina – «sur uno scoglio di schisto micaceo, contro cui batton e spumeggiano le adirate onde del lago». Attorno al castello s’ammucchiano le case d’un piccolo villaggio – che più propriamente può vantare il nome di borgo, essendo stato cinto di mura – chiamato Corenno Plinio dal 1863. Ricordiamo che i nuclei storici di Dervio sono tre. Il primo si adagia sulla punta estrema del delta, fu il più antico e certamente sede di navaroli e pescatori, ancora oggi è chiamato il Borgo. Più a oriente, sul pianoro sotto i monti, si stende la Villa, insediamento più tardo di carattere agricolo; ad est ancora, sulle prime pendici montuose del versante destro del Marrone, il terzo nucleo, dove si conserva un massiccio torrione quadrato, era ed è chiamato il Castello.