Esino Lario

Dal Monte di Varenna, superato il Belvedere dal quale si domina il fascino spettacolare del Lario, si entra nella valle dell’Esino e l’ambiente cambia di colpo. «Non più lago – scrive Enzo Venini in Varenna e la Val d’Esino – ma fitti boschi di castagni e di faggete, strapiombi, vette di monti, piccoli pianori brillantemente verdi con qualche baita, il campanile della chiesa di San Vittore e, più in alto, l’albergo di Cainallo all’ombra del pelato Grignone; infine, al culmine di un ultimo strappo, appaiono, in una verde conca di rara bellezza alla quale fa da suggestivo contrasto il luminoso colore delle vicine crode dolomitiche, i primi alberghi di Esino, le prime case, la piazzetta e, a mano a mano, tutto il paese. La perla delle Grigne si distende placidamente sull’ampia conca riparata, grazie ai monti circostanti, dai venti da nord». Già il presidente dell’Alpine Club di Londra, John Ball, a fine Ottocento nella Guida delle Alpi Centrali annotava che«il piccolo vallone di Esino è uno dei più incantevoli fra i luoghi appartati che abbondano nelle montagne intorno al lago di Como, e la sua visita ricompenserà chi ne farà scopo d’una piccola gita da Varenna». Se tanto testimonia uno straniero, possiamo ben accettare gli elogi fra quanto si legge nella Guida illustrata della Valsassina di Fermo Magni: «La Valle di Esino, la più bella e pittoresca delle Prealpi Comasche».