Morterone

Visioni sempre più ampie e affascinanti s’aprono davanti agli occhi, sopra il bacino di Lecco, la Brianza, la valle dell’Adda, salendo per la serpentina di tornanti che porta in quota partendo da Ballabio; la selvaggia bellezza dei passaggi sui clivi del Due Mani e verso la Forcella d’Olino; incantala solitaria vaghezza di Boazzo, la stretta valle percorsa dal torrente Caldone; infine è spettacolo grandioso la conca per la quale sono sparsi in molti nuclei e i cascinali che fra prati e boschi formano Morterone, sotto il diadema dei cocuzzoli famosi del Resegone. Cesare Cantù, nella Grande illustrazione del Lombardo-Veneto,notava che qui si offrono «deserti alle caccie, e a chi dalle atroci ridicolaggini della città abbia contratto il bisogno di pensieri, solitudine,decenza, libertà». Il «deserto», forse, è un po’ eccessivo, ma il desiderio di silenzio e di pace non deve mancare tra la gente di città, che potrà soddisfarlo qui, fra la Costa di Boldes e la costiera di Muschiata. È certamente di bella suggestione la scena ampia di Morterone che s’adagia sotto il profilo dentato del Resegone, le case e le cascine sparse fra il verde dei prati.