Premana

«Ecco Premana eccelsa» si legge nella presentazione che Fermo Magni ne dà nella sua «Guida illustrata della Valsassina». Siamo ai primi del Novecento. Tre secoli e mezzo prima, Paride Cattaneo Della Torre, nella sua cinquecentesca «Descritione della Valsassina»,scriveva: «Giace Premana sotto il monte di Lignone verso l’oriente sopra un alto colle molto aeroso et vaga di allegro sito, ma alquanto freddo,Raccogliesi qua assai biade et castagne, ma pocho formento et miglio, abbonda assai di grassine, ha bella chiesa a S- Dionigi Vescovo dedicata, ben fornita di paramenti, di bel campanile et bone campane. Vi sono assai belle case, bone fontane, et fertilissimi prati, dove lor greggi d’ogni sorta la estate in quantità conducono. Sono particolarmente questi homini gagliardi, di statura grandi, bellicosi, ma alquanto nel procedere et nel parlare altieri, assai boni compagni a casa d’altri». «Strano angolo di mondo»: così Antonio Bellati, premanese dalla punta dei piedi all’ultimo capello, ha definito il suo paese,fatto di 118 nuclei, sparsi fra la valle e gli alti pascoli del Varrone. Carlo Del Teglio, uno di Premana, ha scritto così in «Le profonde radici»: «Il cerchio d’isolamento secolare è stato spazzato dai nuovi tempi. Ma i nuovi tempi non hanno trovato impreparato questo paese ad accogliere le incalzanti modificazioni strutturali, economiche, sociali ch’essi comportano. L’aspra lotta millenaria ha forgiato questo popolo come le sue fucine forgiano un pezzo d’acciaio, per farne lame splendide e taglienti, quelle che l’hanno reso famoso in tutto il mondo».