Varenna

Sopra scogli che si piegano ad arco è costruita Varenna: venne edificata nel 1169 dagli abitanti dell’Isola Comacina, distrutta dai com’aschi in punizione del tradimento degli isolani,che furono costretti all’esilio sull’opposta sponda. Con le sue vecchie case,le ville sontuose, i parchi lussureggianti, Varenna si offre in una visione romantica, come la gemma più bella della Riviera valsassinese. Svetta sopra i tetti il campanile dell’insigne prepositurale di San Giorgio, esempio di architettura romanica. Le case s’ammucchiano sopra l’acqua dalle iridescenze trasparenti della riva grande. Un percorso pedonale fra gli scogli e i muraglioni dei parchi offre la possibilità di una piacevole passeggiata. Il vetusto agglomerato urbano di Varenna è tagliato radialmente dalle caratteristiche «scalotte» che scendono ripide alla riva del lago, intersecando un reticolo di violetti o talvolta risvoltando in minuscoli slarghi silenti.L’emigrazione dall’Isola Comacina portò a Varenna anche un gruppo di monache cistercensi che fondarono il monastero di Santa Maria Maddalena. Le religiose, che forse l’amenità della natura aveva distolte dalla penitenza, furono da Carlo Borromeo trasferite a Lecco e il monastero venne soppresso da Pio V nel 1567. Il nobile Paolo Mornico di Cortenova ne fece la deliziosa Villa Monastero, oggi cenacolo di alta cultura. Su una sottile striscia di costiera si distende l’abitato di Fiumelatte, affacciato nel punto in cui il Lario raggiunge la maggiore larghezza. Così è chiamato per un corso d’acqua intermittente «el quale – ha scritto Leonardo – cade da alto più chje braccia 100 dalla vena donde nassciea piombo nel lago chon inestimabile strepito erromore».