Ambiente – Barzio

Bobbio : esteso ed ondulato piano inclinato

Nella bella guida dal titolo Prealpi lombarde di Silvio Saglio sidice di Bobbio: «È un esteso e ondulato piano inclinato coperto da magropascolo e dominato dalla cerchia rocciosa dello Zuccone di Campelli, situato acavallo della Valsassina e della Valtorta. Il panorama ha come fondale ladirupata Grigna meridionale e le vaste groppe della Grigna settentrionale. La localitàè molto frequentata nel periodo invernale, perché offre vasti campi da sci».
«Bobbio – scriva invece GiovanniPozzi in Guida alle Prealpi di Lecco,nel 1883 – bellissimo tappeto verde qua e là leggermente accidentato, piuttostopiccolo ma poetico per i monti che si vedono all’ingiro, i quali ora a picco eora lentamente degradanti con molle curva danno grazia alla composizione delbellissimo quadro. Questo punto è all’altezza di 1716 metri sul livellodel mare».


Montagne: calme ad occidente,aspre ad oriente.

Interessanti annotazioni di carattere geologico riguardanti i Piani di Bobbio sono contenute nel volumento che il Club Alpino Italiano ha dedicato alla Valsassina nella collana Itinerari naturalistici e geografici attraverso le montagne italiane. Il Nangeroni, che ne è l’autore, rileva tra l’altro: «Ora avviamoci sul Piano verso il rifugio Sora. Una grande spianata aperta da tre parti: a oriente, verso la Valtorta (fiume Brembo),a sud verso una sella da cui si scende a Moggio o si va in Artavaggio. Montagne calme, quasi colline, a nord e a occidente (Monte Orscellera) costituite dicalcari e arenarie del’anisico e del ladinico. Montagne aspre a oriente instrati obliqui o quasi orizzontali; queste sono invece costituite di calcari del periodo norico, come il Resegone e il Due Mani; si chiamano Zuccone di Campelli quello a destra, Corna Grande quello a sinistra, e Barbisino quello centrale. Ciascuno dei primi due è intaccato da un circo-glaciale, cioè da un vallone breve e largo, dalle pareti molto ripide (anche verticali) che venne scavato dal gelo, dalle nevi e dai ghiacciai durante il periodo glaciale. Anzi, questi due ghiacciai sono allora usciti dal circo e scesi sulla spianata, qui abbandonando abbondante morènico sotto forma di quattro lunghi cordoni, oggi ben visibili, coperti di verde, macostruiti con i detriti morenici. Dei circhi, quello della Corna Grande, che alla sua testata è ornata da belle torri, è chiamato Valle dei Mugoffi, cioè dei pini mughi, ed è ingombro da una enorme quantità di depositi detriticidepressi a conche, le quali sono forse dovute alla fusione del ghiaccio che untempo stava sotto i detriti».
Ancora il Nangeroni scrive che«sarebbe il caso di salire sullo Zucco Orscellera o, almeno, portarsi verso oriente per ammirare il bel paesaggio del Pizzo dei Tre Signori che da qui si manifesta in tutta la sua grandiosità mostrandoci le testate degli strati prevalentemente di conglomerato pèrmico che immergono a nord; mentre guardando verso NO potremmo vedere le alte ma tondeggianti cime di Foppabona e Cam costituite di gneiss antichissimi».