Arte – Cortenova

Cortenova: la parrocchiale
dei Santi Gervaso e Protaso

Originariamente dedicata a Sant’Ambrogio, la chiesa dei Santi Gervaso e Protaso deriva l’attuale sua intitolazione dall’altare, dedicato ai due martiri ambrosiani, che si trovava nell’antico edificio religioso esistente già a Cortenova nel XIII secolo.Staccatasi da Taceno, fu eretta a parrocchia nel 1490. San Carlo, nella visita pastorale del 1566, vi trovò quattro altari, dei quali tre consacrati rispettivamente ai Santi titolari, a Santa Maria e a Sant’Ambrogio e uno, non consacrato, a Santa Caterina. Dopo un restauro di inizio Seicento, la chiesa a tre navate absidate venne ricostruita a navata unica fra il 1620 e il 1628. Nel 1605 gli abitanti del paese avevano rivolto una supplica per la ricostruzione della chiesa parrocchiale, autorizzata dal cardinale Federico Borromeo nel 1614. La nuova chiesa fu consacrata nel 1628, come testimonia una iscrizione all’interno. Nel 1685 venne descritta dall’arcivescovo Federico Visconti che vi trovò una navata unica con quattro altari. Negli anni 1893-95 vennero aggiunte due navate laterali progettate da Angelo Manzoni di Barzio e l’abside dietro il presbiterio già rifatta nel Settecento. In fondo alla navata sinistra vi è la cappella della Madonna del Rosario dove è collocata una statua del Seicento con relativa incorniciatura e in basso sotto l’altare una statua novecentesca del Cristo morto. Un’attenzione particolare va riservata anche alla composizione di formelle dei Misteri del Rosario, di probabile fattura seicentesca, assemblata nel secolo scorso dal Garoli che ha fatto il pannello centrale raffigurante una Crocifissione. In fondo alla navata destra è posto l’altare di San Mauro, del 1747, dove sono conservate una pala con la Gloria del Santo inquadrata da una ricca cornice lignea, una statua in gesso del santo vescovo e abate realizzata dalla ditta Nardini di Milano (1980) e una teca contenente le sue reliquie. L’altare maggiore è del 1779 ed è un buon esemplare del tipo marmoreo a tempietto. Ai suoi lati sono collocate due grandi tele raffiguranti rispettivamente la Natività e il Martirio dei Santi Gervaso e Protaso menzionate nella visita del cardinale Pozzobonelli nel 1746. Degne di nota sono anche una grande tela con la Vergine e Santi, la trave lignea del Crocifisso e gli stalli del coro ligneo seicentesco, che per la decorazione richiama quello della parrocchiale di Barzio. Lungo le navate laterali sono addossati due confessionali barocchi, provenienti dalla locale chiesa di San Fermo, le cui parti laterali sono aggiunte posticce. In una nicchia a sinistra dell’ingresso c’è il battistero retto da bella vasca a petalo. Sulla contro facciata, al di sopra del portale, si trova un affresco del pieno Cinquecento raffigurante la Madonna in trono fra sei Santi (sono riconoscibili Sant’Antonio Abate, Santa Caterina d’Alessandria e San Sebastiano), staccato dal Palazzo Mornico in paese nel 1962. Del primo Seicento è il portale in pietra, mentre del 1955 sono le immagini dei due martiri ambrosiani dipinti sulla facciata esterna da Pierino Motta che decorò pure tutto l’interno dell’edificio dipingendo tra l’altro sulla volta absidale gli Angeli in adorazione del Santissimo Sacramento. Tra le oreficerie antiche della parrocchia spicca una navicella argentea del Quattrocento di ambito produttivo veneto.