E altro ancora – Introbio

Giuseppe e Giovanni Rigamonti
le nostre prime guide alpine

Figlio di Giovanni e Maddalena Anesetti, Giuseppe Rigamonti (1851-1925) gestì il rifugio Madonna della Neve di Biandino dal 1870. Nel 1879 in occasione della straordinaria nevicata del mese di novembre, partecipò alla spedizione di salvataggio dei due fratelli Combi intrappolati dalla neve e giunse sul posto per secondo, dopo Michele Tantardini. Fu una delle prime guide alpine del Club Alpino Italiano. In una pagina di Alpi Orobie, guida dei monti d’Italia del 1882 si legge: «Il 21 aprile 1881 viene compiuta la prima ascesa turistica di cui si hanno notizie. È quella effettuata da Michele Reina e Lorenzo Paribelli, al Pizzo dei Tre Signori, con la guida Giuseppe Rigamonti». Giuseppe fu, inoltre, il primo ad aprire il Caminetto sul Pizzo dei Tre Signori; a testimonianza di ciò è stata posta una lapide, visibile da chi si accinge ad affrontare la salita in vetta, attraverso quella via. Dopo Giuseppe, un altro Rigamonti, il figlio Giovanni (1885-1956), detto Folat, cavaliere della Corona d’Italia,legò il suo nome a Biandino. Gestì il rifugio Madonna della Neve fino al 1947,anno in cui passò alla baita adiacente aprendo il rifugio Folat che condusse fino al 1956. Amico di Papa Pio XI (Achille Ratti di Desio) che lo chiamava semplicemente Folat, lo accompagnava sovente nelle sue escursioni. Prima di diventare Papa, infatti, monsignor Ratti frequentava spesso la Val Biandino. Giovanni Rigamonti era tanto conosciuto che – si diceva – la corrispondenza inviata a Folat, Italia, giungesse sempre a destinazione. Un altro simpatico episodio accadde negli anni trenta, quando il Folat, con le guide alpine lombarde, capeggiate da Angelo Manaresi, presidente generale del CAI, si recarono a Roma per una adunata del regime e fecero visita anche in Vaticano.Mentre attendevano l’udienza, Pio XI entrò, vide Rigamonti e gli chiese: se fet chi Folat? Alla Madonna di Biandino è visibile la lapide che associa Giuseppe Rigamonti a Luigi Vittorio Bertarelli, fondatore del Touring Club Italiano: «Umile doveroso ricordo all’alpinista Luigi Vittorio Bertarelli e alla guida Giuseppe Rigamonti Folat di questa valle e di questi monti profondi conoscitori e arditi dominatori. I figli M. Bertarelli e G. Rigamonti».