Letteratura – Margno

Hanno scritto di Margno…

Paride Cattaneo della Torre (Descritionedella Valsassina): «Pocho indi lontano si scorge dietro la suddetta ascendendo la terra di Margno nella quale hanno una chiesa dedicata a Santo Bartolomeo Apostolo, assai ben parata di quello che fa bisogno al cultodivino». Nel XVI secolo contava fochi 86 e anime 431.

Massimo Fabi (Dizionario geografico storico statistico di tutte le provincie, distretti, comuni e frazioni della Lombardia): «Margno, provincia di Como, diocesi di Milano,pretura di Bellano, distretto X d’Introbbio. Comune con convocato che, colla frazione di Bagnala, ha 540 abitanti. Superficie pertiche 5,653, estimo scudi8,146. Distante 5 miglia al nord da Introbbio, e 26 al nord-est da Como. Villaggio nella Val Sassina alla destra del Pioverna, in bella posizione, ne’ suoi dintorni trovansi pietre dacoti, carbon fossile e simili».

Fermo Magni (Guida illustrata della Valsassina): «Margno è uno dei più ridenti paesi della Valle: sorge in un nido di verzura sopra terreno morenico, che scoscende di qua e di là nella Maladiga e nel Bondanera. Veduto di fronte, da Parlasco, dalla strada Margno-Vendrogno, dalla strada per Crandola è incantevole e ci fa pensare che cosa potrebbero diventare molti nostri luoghi se si trovassero in Isvizzera. Levie anguste, ma pulite, le case di bell’aspetto, il maestoso e pittorescocampanile, che domina e caratterizza la scena, ci richiamano le bellzee dei più decantati paesaggi. I monti circostanti rivestiti di prati, di campi, di selve,di boschi, di pascoli, i dossi e le vallette che li intercidono, ridono del più bel verde e sono quanto di più dolcemente petico si possa immaginare».

Dino Brivio (Immagini di Valsassina): Si risale verso l’alta valle e da una curva ci si mostra Margno. Ignazio Cantù, nella «Grande illustrazione del Lombardo-Veneto», così descrive: «Noto per l’amenità sua, per le sue donne che passano per le più belle della valle è Margno, e altresì per le sue ardesie stratificate, per qualche deposito di mercurio, per essere patria di Aurelio Grattarola, per la sua chiesa parrocchiale del secolo XI co’ suoi belli intagli in legno e in marmo». L’autore della «Passeggiata dilettevole…» spiega che il sopra nominato Grattarola fu «discreto scrittore di cose ecclesiastiche, e che fanno dei più caldi promotori della canonizzazione di s. Carlo Borromeo», ma poi anch’egli si sofferma sul fascino muliebre: «Le donne de’ suoi contorni sono generalmente di bell’aspetto, assai laboriose e abituate alle fatiche del trasporto di gerli macchinosi di legna e carbone, cui un zerbinotto di città non si azzarderebbe neppure a pesarlo colla coda dell’occhio, temendo d’infrangersi al sollevarlo dal suolo». Identico il tono del Fumagalli nella «Guida di Lecco»: «Le donne sono quivi di bell’aspetto e laboriose». L’abate Antonio Stoppani invece non può indulgere su quel particolare; al botanico prof. Parlatore deve limitarsi ascrivere: «Margno è un bel sitino, a 712 metri, con un vecchio curato, che è una perla; qualche alberguccio passabile, molti schisti, arenarie, puddinghe; ombre larghe e vicine; un comodo passeggio piano e ombroso verso Crandola; una stupenda gita di tre quarti d’ora al Piazzo in vista del Legnone; le acque di Tartavalle a un’ora, e gite più generose fin che si vuole. Mi fareste morir dalla voglia di passarvi due o tre giorni con voi…».