Esistente già nella seconda metà del XIII sec., fu una delle prime cappellanie staccatesi dalla plebana di Primaluna anteriormente al 1368.

Fu eretta in parrocchia nel 1406 e riedificata intorno al 1565/1575. L’altare maggiore fu consacrato nel 1582 da S. Carlo come attestano due epigrafi murate in chiesa sulla parete sinistra e in sacrestia sopra il passaggio tra i due ambienti. Nel 1722 la chiesa fu trovata in cattive condizioni dal card. Erba Odescalchi che vi giunse in visita pastorale: erano maturi i tempi per una completa ricostruzione in proporzioni maggiori.

I lavori furono deliberati il 13 luglio 1740 e appaltati l’8 agosto ad Antonio Cometti che si impegnava a condurre il cantiere fino al tetto, esclusa la realizzazione della volta o cupola.

Pur essendo compresi i cornicioni interni, era esclusa la finitura delle pareti le cui pietre interne ed esterne erano solo da sigillare, ma non da intonacare.

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